Controlli a distanza: silenzio-assenso sulla richiesta di installare impianti di vigilanza?

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha recentemente pubblicato l’interpello n. 3 del giorno 8 maggio 2019, nell’ambito del quale viene data risposta al quesito posto dal Consiglio Nazionale dell’ordine dei Consulenti del Lavoro, in merito alla configurabilità e operatività dell’istituto del silenzio-assenso con riferimento alla richiesta di autorizzazione all’installazione ed utilizzo degli impianti audiovisivi e degli altri strumenti di rilevazione a distanza dei lavoratori, di cui all’attuale articolo 4, comma 1, dello Statuto dei Lavoratori. 

Ciò, in considerazione delle disposizioni contenute nella legge n. 241/1990, ai sensi delle quali al silenzio dell’amministrazione competente è attribuito il valore di provvedimento di accoglimento dell’istanza depositata dal privato.

Più in particolare, è stato chiesto al Ministero se il silenzio dell’organo amministrativo adito, rispetto ad un’eventuale istanza di autorizzazione correttamente depositata, potesse qualificarsi come assenso tacito all’istanza medesima, con la conseguenza che l’impresa interessata debba ritenersi libera di procedere all’installazione degli impianti richiesti.

In risposta al quesito anzidetto, il Ministero ha ribadito anzitutto come le disposizioni contenute nel predetto articolo 4 siano volte a contemperare le esigenze datoriali con la tutela della dignità e della riservatezza del lavoratore sul luogo di lavoro. Più in particolare, secondo la proposta interpretazione ministeriale, l’art. 4, comma 1, della Legge n. 300/1970, ha come obiettivo quello di evitare che l’attività lavorativa risulti impropriamente e ingiustificatamente caratterizzata da un controllo continuo e anelastico del datore di lavoro, tale da eliminare ogni profilo di autonomia e riservatezza, in capo al dipendente, nello svolgimento della prestazione lavorativa.

La formulazione della norma in analisi affida per questo motivo,in primisad un accordo tra la parte datoriale e le rappresentanze sindacali, la possibilità di impiego degli impianti audiovisivi e degli altri strumenti dai quali derivi la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori. In mancanza di accordo, l’installazione è subordinata all’autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro.

A questo proposito, peraltro, con nota del 18 giugno 2018, in tema di rilascio delle autorizzazioni in esame (istallazione impianti audiovisivi) per esigenze di sicurezza sul lavoro, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha ricordato alle proprie strutture territoriali la necessità di verificare, scrupolosamente, l’esistenza di una stretta ed autentica connessione teleologica tra la richiesta di installazione e l’esigenza manifestata dal datore di lavoro.

Alla luce di quanto sopra, il Ministero ha dunque concluso evidenziando come la formulazione dell’articolo 4, primo comma, della legge n. 300/1970,non riconosca nemmeno astrattamente al datore di lavoro la possibilità di installare e utilizzare i discussi impianti di controllo a distanza in assenza di un atto espresso di autorizzazione, sia esso di carattere negoziale (l’accordo sindacale) o amministrativo (il provvedimento).

Tale interpretazione, peraltro, risulta confermata anche a livello giurisprudenziale, avendo la Suprema Corte di Cassazione a più riprese affermato che “la diseguaglianza di fatto e quindi l’indiscutibile e maggiore forza economico-sociale dell’imprenditore, rispetto a quella del lavoratore, dà conto della ragione per la quale la procedura codeterminativa sia da ritenersi inderogabile, potendo alternativamente essere sostituita dall’autorizzazione della direzione territoriale del lavoro“ (cfr. Cass. pen. n. 22148/2017), in continuità con un orientamento interpretativo ormai consolidato in materia (cfr. Cass. pen. n. 51897/2016).

L’operatività del c.d. silenzio-assenso, con riferimento alla discussa richiesta di autorizzazione all’installazione ed utilizzo degli impianti audiovisivi e degli altri strumenti di rilevazione a distanza dei lavoratori, deve ritenersi, dunque, oggi definitivamente esclusa.

Avv. Andrea Lavazza Seranto

By | 2019-05-29T12:47:20+02:00 maggio 29th, 2019|Senza categoria|0 Comments