Decreto Dignità: le novità in materia giuslavoristica

Il decreto legge n. 87 del 12 luglio 2018, c.d. Decreto Dignità, è stato di recente convertito, con alcune importanti modifiche, in legge, entrando così stabilmente in vigore nell’ordinamento giuridico italiano.

Tale provvedimento introduce, in particolare, alcune rilevanti innovazioni anche in materia giuslavoristica, cui i datori di lavoro dovranno, quindi, prestare attenzione.

Le maggiori novità riguardano (i) il contratto di lavoro subordinato a tempo determinato(ii) la somministrazione di lavoro a tempo determinato, (iii) le tutele applicabili in caso di licenziamento illegittimo, (iv) la delocalizzazione di impresa e (v) le misure tese a favorire l’occupazione giovanile.

I contratti a tempo determinato: le novità in vigore

I contratti di lavoro a tempo determinato:

  • come regola generale, non possono avere una durata superiore a 12 mesi (anziché 36 come in precedenza previsto);
  • eccezionalmente possono avere una durata superiore, ma comunque non eccedente i 24 mesi, e ciò esclusivamente al ricorrere di specifiche esigenze stabilite dalla legge;
  • nel rispetto del limite massimo di 24 mesi, possono essere prorogati al più per 4 volte; la proroga è libera nell’ambito dei primi 12 mesi, successivamente è ammessa solo al ricorrere delle specifiche esigenze individuate dalla legge;
  • non possono essere rinnovati liberamente, ma una volta ancora è necessario il ricorrere delle specifiche esigenze stabilite dalla legge, fermo il rispetto del complessivo limite di 24 mesi;
  • i limiti suddetti non si applicano ai contratti stipulati dalle P.A.dalle start up innovative;
  • nel caso di violazione delle disposizioni che precedono, il contratto di lavoro si considera a tempo indeterminato, fermo il diritto del lavoratore a percepire il risarcimento del danno subito, in una misura compresa tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 12 mensilità della propria retribuzione globale di fatto;
  • aumenta, inoltre, il termine di impugnazione stragiudiziale, che passa da 120 a 180 giorni da calcolarsi a decorrere dalla data di cessazione del contratto;
  • rimangono ferme le ulteriori disposizioni previste dal D.lgs. n. 81 del 2015, tra cui quelle relative al c.d. diritto di precedenza e al c.d. stop and go (l’obbligo in capo al datore di lavoro di rispettare un’interruzione minima tra due contratti a termini successivi, stipulati con il medesimo lavoratore; tale periodo è pari a 10 giorni se il contratto cessato aveva durata inferiore o uguale a 6 mesi, ovvero pari a 20 giorni se il contratto cessato aveva durata superiore a 6 mesi).

Le disposizioni in materia di contratto di lavoro subordinato a tempo determinato si applicano ai contratti di lavoro stipulati successivamente alla data di entrata in vigore del decreto legge (14 luglio 2018), nonché ai rinnovi e alle proroghe che interverranno successivamente al 31 ottobre 2018.

La somministrazione di lavoro: le novità 

  • viene posto un limite quantitativo anche in relazione ai contratti di somministrazione a tempo determinato. Le aziende utilizzatrici potranno impiegare lavoratori somministrati a tempo determinato nella misura massima del 30% dei dipendenti a tempo indeterminato in forza alla stessa impresa al 1° gennaio del relativo anno (in precedenza era stato stabilito il limite, che rimane in vigore, del 20%, ma per i soli contratti di somministrazione a tempo indeterminato);
  • viene confermata l’inapplicabilità del c.d. stop and go al rapporto di lavoro tra agenzia di somministrazione e lavoratore;
  • ferme le sanzioni già previste, si prevede che, quando la somministrazione è posta in essere con la specifica finalità di eludere norme inderogabili di legge o del contratto collettivo applicato al lavoratore, il somministratore e l’utilizzatore sono puniti con un’ammenda di 20 euro per ciascun lavoratore coinvolto, per ciascun giorno di somministrazione fraudolenta.

Rimangono inalterate, invece, le disposizioni relative alla somministrazione di lavoro a tempo indeterminato e, quelle riguardanti il rapporto contrattuale commerciale tra agenzia di somministrazione e utilizzatore, che nel rispetto dei limiti percentuali indicati, sarà libero di stipulare contratti di somministrazione a tempo determinato, anche senza soluzione di continuità.

Le tutele applicabili in caso di licenziamento illegittimo

Il decreto dignità interviene, poi, anche sul testo del D.lgs. n. 23 del 2015, applicabile ai lavoratori assunti a decorrere dal 7 marzo 2015 (rimane ferma, invece, l’applicabilità dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, come modificato dalla Legge Fornero, per i dipendenti assunti prima di tale data):

In particolare, in relazione a tali rapporti di lavoro:

  • viene aumentata l’indennità prevista per il caso di licenziamento illegittimo a carico delle aziende che impieghino più di 15 dipendenti nello stabilimento nel quale ha avuto luogo il licenziamento, ovvero che impieghino più di 15 dipendenti nel medesimo comune, ovvero ancora più di 60 sul territorio nazionale;
  • nello specifico si prevede un’indennità minima di 6 mensilità (in precedenza 4) che potrà essere elevata sino ad un massimo di 36 mensilità (in precedenza 24), fermo il criterio di calcolo delle 2 mensilità in ragione di ogni anno di impiego del dipendente licenziato, presso l’ultimo datore di lavoro. Rimane, altresì, ferma la possibilità di ordinare la reintegrazione del lavoratore in specifici casi di illegittimità del licenziamento irrogato per giusta causa o giustificato motivo soggettivo;
  • si prevede, parallelamente, l’aumento dell’importo minimo e massimo dell’offerta conciliativa di cui all’art. 6 del D.lgs. n. 23 del 2015, che viene elevato ad un minimo di 3 mensilità (in precedenza 2) con possibilità di raggiungere un massimo di 27 mensilità (in precedenza 18), fermo anche in tale caso il criterio di calcolo di 1 mensilità in ragione di ogni anno di impiego del dipendente licenziato, presso l’ultimo datore di lavoro.

Si rammenta che tale utile strumento deflattivo consente al datore di lavoro di offrire al dipendente che sia stato licenziato, un importo, a fini transattivi, esente da tasse e contribuzione, che quindi consentirà al lavoratore di ottimizzare il proprio ritorno economico, aumentando le probabilità di raggiungere un accordo.

La Delocalizzazione

  • si stabilisce che le imprese italiane ed estere operanti nel territorio nazionale, le quali abbiano ricevuto aiuti di stato, che prevedano l’effettuazione di investimenti produttivi ai fini della concessione del beneficio, decadono dall’agevolazione, qualora l’attività economica interessata o una sua parte venga delocalizzata in uno Stato non appartenente all’Unione Europea (ad eccezione degli Stati aderenti allo Spazio economico europeo), entro 5 anni dalla data di conclusione dell’iniziativa agevolata;
  • si stabilisce, inoltre, che le imprese italiane ed estere operanti nel territorio nazionale, le quali abbiano ricevuto aiuti di stato, che prevedano l’effettuazione di investimenti in siti produttivi specificamente localizzati ai fini della concessione del beneficio, decadono dall’agevolazione, qualora,entro 5 anni dalla data di conclusione dell’iniziativa agevolata, delocalizzino l’attività economica interessata o una sua parte in un’unità produttiva che si trovi al di fuori dell’ambito territoriale dello specifico sito.

Gli incentivi per l’occupazione

  • si conferma, da ultimo, anche per il 2019 e per il 2020 la previsione che consente ai datori di lavoro, i quali assumano lavoratori che non abbiano ancora compiuto il 35° anno di età, e che non siano stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o altro datore di lavoro, l’esonero dal versamento del 50% dei contributi previdenziali nel limite massimo di Euro 3.000,00 su base annua.

In sintesi, si tratta di innovazioni e modifiche normative eterogenee che avranno certamente un impatto significativo sull’attuale mercato del lavoro e che, pertanto, richiedono attenzione da parte degli interpreti e da parte degli imprenditori.

 

Avv. Marco Aloisi

By | 2018-09-05T11:39:57+00:00 settembre 5th, 2018|Senza categoria|0 Comments